L’Esperienza Immaginativa

[Materiale liberamente tratto, con l’autorizzazione dell’editore, da: Passerini A. (a cura di) (2009), Immaginario: cura e creatività. L’esperienza immaginativa dal neurone alla psicoterapia, Alpes, Roma]

Il riferimento teorico di base del trattamento con l’Esperienza Immaginativa è il Reve-Eveillé di Robert Desoille (1890-1966) sviluppato, nell’ambito del G.I.R.E.P. – Groupe International du Reve-Eveillé en Psychanalyse di Parigi. In questo quadro teorico la definizione Esperienza Immaginativa si propone come un’evoluzione del termine precedentemente utilizzato nel gruppo italiano del G.I.R.E.P., Procedura Immaginativa, ponendo maggiormente l’accento sulla tridimensionalità del fenomeno immaginativo, sulla sensorialità, sulla esperienzialità, sulla riattivazione della memoria, sulla risonanza tra aree interne, che gli studi delle neuroscienze hanno recentemente chiarito. Il modello, psicodinamico e basato sull’uso privilegiato della produzione immaginativa, si colloca all’interno di una cornice teorica riconducibile alla psicologia del profon¬do, anti-meccanicistica ed evoluta (Marhaba 2007) caratterizzata da un metodo di indagine idiografico (Carta 2004).

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