La legge n. 170 e la sua applicazione: scuola e sanità
Resoconto della Giornata di Studio organizzata da AIRIPA sezione Lombardia
Venerdì 7 Ottobre 2011 a Milano, AIRIPA sezione Lombardia ha organizzato una giornata di studio sull’applicazione della legge n°170 in materia di Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La giornata si è resa necessaria a seguito dell’emanazione dei decreti attuativi nazionali della legge, avvenuta il 12 Luglio 2011, e dei decreti regionali di applicazione.
Numerose le figure intervenute alla Giornata: l’ente organizzatore, Associazione Italiana Ricerca e Intervento in Psicopatologia dell’Apprendimento AIRIPA Sezione Lombardia; il Dipartimento di Psicologia delle università Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università di Milano Bicocca e Università di Pavia; l’unità di Neuropsichiatria Infantile dell’Università dell’Insubria, e rappresentanti di Ordine degli Psicologi della Lombardia, AID Regione Lombardia, AIRIPA Nazionale, Associazione Logopedisti Lombardi.
Di seguito il resoconto della giornata e le impressioni raccolte.
Prima parte: i decreti attuativi della legge 170/2010 e il ruolo della scuola. Relatore: Dott.ssa Raimondi, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia e referente dell’USR per i DSA.
“Una scuola che cambi x tutti”
La legge n°170/2010 offre un’area di diritto per tutti coloro (discenti) che presentano una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento.
L’emanazione dei decreti attuativi e, in particolare, delle linee guida che ne costituiscono la parte operativa, pone delle interessanti sfide per la scuola e per l’insegnamento.
Parole chiave delle linee guida sono “alunno al centro” e “progettualità”.
Al centro dell’intervento educativo si trova l’alunno, con le sue caratteristiche, i suoi punti di debolezza e i suoi punti di forza, le sue modalità peculiari di apprendimento. Sono recuperati e ribaditi i principi che avevano ispirato il Legislatore e che erano già stati condensati nell’Art 1 del DPR 275/99 sull’Autonomia scolastica e nella legge n°53/2003. Nel DPR si faceva riferimento alla necessità che la scuola tenesse presente nella pianificazione dell’attività educativa il contesto di provenienza dell’alunno, le sue caratteristiche peculiari e individuali, le aspettative personali e del contesto. La legge 53/2003 specificava l’importanza di un apprendimento personalizzato.
Le linee guida alla legge n°170/2010 rendono operativo tale concetto e lo applicano ai casi di DSA. Merito della legge non è solo di riconoscere la Dislessia Evolutiva, Disortografia Evolutiva e Discalculia Evolutiva come patologie dell’apprendimento ad alta incidenza nella scuola, ma di porre l’obbligo normativo della scuola di mettere in atto, in tali casi accertati, interventi didattici mirati.
Compito della scuola non è solo intervenire in caso di certificazione, ma a monte qualora si individui un alunno in difficoltà scolastica. La scuola deve infatti, individuare gli alunni in difficoltà e porre da subito in atto interventi che vadano nel senso di una didattica personalizzata e individualizzata e al recupero delle difficoltà. Solo di fronte a un persistere della problematica, nonostante l’intervento tempestivo, la scuola ha l’obbligo di informare la famiglia e di consigliare (non obbligare) un percorso di accertamento specialistico.
La centralità, in tale procedura, è spostata dal disturbo e la sua compensazione, spesso percepite come a carico della famiglia e dell’ambiente sanitario, alla didattica mirata e alle metodologie didattiche personalizzate. L’ottica è di valorizzazione dell’individuo e delle sue peculiarità, dei suoi bisogni didattici speciali. L’alunno DSA viene quindi percepito non nella qualità del suo disturbo, ma come individuo dotato di caratteristiche peculiari, modalità di apprendimento individuali e uniche, punti di forza e debolezza, abilità e disabilità. Non è l’alunno DSA a doversi adattare alla scuola ma è la scuola a dover trovare la miglior strategia educativa e la metodologia didattica che gli consenta di espletare al meglio al suo diritto di studio.
In tal senso, la legge 170 apre la strada all’idea(le) di una “scuola che cambi per tutti”, che punti all’individualità e al bisogno peculiare piuttosto che all’uniformazione e al “va bene per tutti”.
Centrale in questa azione, è il ruolo del consiglio di classe, che si fa promotore dell’individuazione delle metodologie didattiche indicate per l’alunno in ogni materia, si fa garante del suo Progetto Educativo Personalizzato e dei rapporti con lo studente e la sua famiglia.
La circolare regionale per la diagnosi dei DSA. Relatore: Dott. Merlino, Assessorato sanità Regione Lombardia
“Presa in carico dell’equipe multidisciplinare”
La circolare regionale per la diagnosi di DSA è stata emanata nel Luglio 2011. Essa dispone che la diagnosi sia effettuata presso operatori specializzati pubblici o privati, che utilizzino le linee guida della Consensus Conference del 2011.
A differenza di quanto disposto in precedenza a livello nazionale, nella regione Lombardia la diagnosi è emessa da professionisti sia pubblici sia privati. Tale decisione è stata presa per ovviare ad un problema intercorso nei mesi di transizione fra l’emanazione della legge e l’emissione del decreti attuativi, che ha riguardato l’aumento di richiesta di prima visita nelle NPIA pubbliche, con conseguente aumento della lista d’attesa e relativo disagio dell’utenza.
Da Luglio psicologi, logopedisti e neuropsichiatri sia pubblici che privati possono emettere diagnosi di DSA, purchè facciano riferimento alle linee guida della Consensus Conference emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
In tali linee guida si fa riferimento alla necessità che il caso di DSA sia preso in carico da un’équipe multidisciplinare, composta Neuropsichiatra Infantile, Psicologo e Logopedista.
In particolare, per la diagnosi, le “Linee ad indirizzo regionale per le NPIA in attuazione del PSSR 2007-2009” rimandano al fatto che la valutazione di disturbo specifico dell’apprendimento debba comprendere “componenti cognitive, psicologiche, neurologiche, sensoriali e neuropsicologiche”.
L’équipe multidisciplinare segue il caso di DSA sin dalla diagnosi e nel corso del trattamento tenendo in considerazione tutti questi elementi:
- Il Neuropsichiatra Infantile valuta le componenti neurologiche e sensoriali
- Lo Psicologo valuta le componenti cognitive, psicologiche e neuropsicologiche
- Il Logopedista considera il bilancio comunicativo e linguistico globale
La presenza di queste tre figure non deve intendersi in senso rigido; spetta al responsabile del caso valutare, di volta in volta, le necessità dell’utente in base alla sua storia personale e familiare, agli elementi riportati ed osservati, alla presenza o assenza di indicatori di rischio, all’età.
La presenza delle tre figure nella stessa struttura consente all’utente una presa in carico globale per tutto il percorso diagnostico e riabilitativo.
10 Ottobre 2011
Dott.ssa Elisa Spada
Psicologa
Socia AIRIPA sezione Lombardia


